inclusione

I diritti diventano reali nelle relazioni

Dalla disabilità vissuta in prima persona al lavoro al Centro Diritti Umani dell’Università di Padova, Manuela Viezzoli costruisce percorsi concreti di inclusione. Anche attraverso un progetto di Servizio Civile che ha coinvolto giovani studentesse e studenti come Alessandro (nome di fantasia). 

I diritti umani “vanno difesi quotidianamente, altrimenti rischiano di restare solo parole”, racconta Manuela “quando si parla di disabilità le persone fanno fatica a conoscere i propri diritti e persino a riconoscersi come persone titolari di diritti”.

Manuela, nata a Roma quarant’anni fa, convive con una tetraparesi spastica dovuta ad un parto prematuro. Nella sua vita ha sempre cercato di costruire il proprio percorso partendo dalle relazioni e dagli studi umanistici. “Per me la persona è alla base di tutto”. Una convinzione che negli anni ha trasformato in lavoro.
Dopo una laurea di pedagogia e alcune esperienze lavorative all’Università di Roma, Manuela approda all’Università di Padova, dove oggi lavora al Centro Diritti Umani “Antonio Papisca”. Qui si occupa di inclusione, formazione e diritti delle persone con disabilità, con particolare attenzione all'applicazione concreta della Convenzione Onu adottata nel 2006, ma entrata in vigore nel nostro Paese il 3 marzo 2009 con la ratifica della legge n. 18.
Nel lavoro quotidiano, spiega, spesso bastano "accomodamenti ragionevoli" per rendere realmente accessibili studio e lavoro: un'assistenza alla persona, un supporto organizzativo, strumenti adeguati.
Da questa necessità nasce il progetto sviluppato insieme alla Fondazione Oggi e Domani e all'Università di Padova attraverso il servizio civile regionale. 
L’idea era semplice: affiancare a Manuela giovani da formare sui diritti umani, creando allo stesso tempo un supporto concreto alle sue attività lavorative. 

Per i primi sei mesi arriva Alessandro, ventidue anni, laureato in Relazioni internazionali e diritti umani.
Nel lavoro svolto insieme, Manuela e Alessandro hanno altresì affrontato la formazione sulla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. "Manuela mi ha spiegato i principi fondamentali, gli articoli e i diritti contenuti nella Convenzione” racconta Alessandro. Da lì abbiamo approfondito alcuni aspetti legati al diritto internazionale e successivamente la legge delega per l'attuazione della Convenzione in Italia. 
Parlare di diritti significa parlare della possibilità concreta di vivere pienamente la propria vita: studiare, lavorare, partecipare alla società e costruire il proprio percorso senza barriere. Non si tratta solo di principi astratti, ma di condizioni reali che determinano il grado di inclusione e di autonomia delle persone nella quotidianità. 

Il progetto di servizio civile si è concluso il 31 marzo scorso e una nuova edizione nel 2027 dipenderà dalla disponibilità di fondi. Nel frattempo, però, il rapporto costruito continua: Alessandro oggi collabora ancora una volta a settimana con Manuela, mentre si prepara a iniziare la magistrale in Relazioni Internazionali e Diplomazia.
Per Manuela e Alessandro l'inclusione non si costruisce solo attraverso norme e progetti, ma soprattutto nelle relazioni quotidiane, nella condivisione e nell'ascolto reciproco: 

"Senza rapporti umani non esistono diritti da tutelare davvero. È attraverso le persone, invece, che i diritti possono diventare un reale strumento di inclusione".

Parole chiave

inclusione persone con disabilità servizio civile giovani

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